
I siti di scommesse con licenza 2026 sono soltanto i concessionari ADM con un numero della serie 16000–16051, e fuori da quell’elenco chiuso non si scommette legalmente. In testa c’è Lottomatica (n. 16010), che detiene il 36,50% della spesa online di agosto 2026. Segue Sisal (n. 16020) con il 20,52% e un’app iOS da 129.000 valutazioni, mentre Snai (n. 16032) si ferma all’11,63% ma consente il prelievo in contanti nei punti SNAI. Tra gli otto operatori confrontati, però, la percentuale di pagamento sulla Serie A resta compreso tra il 93,62% e il 94,59%.
Meno di un punto percentuale separa quindi l’operatore più generoso da quello meno generoso, una distanza che non basta a decidere dove aprire un conto. Il resto pesa di più. Le differenze reali stanno nei tempi di prelievo, nelle condizioni che riducono il valore dei bonus e in ciò che si perde uscendo dal circuito ADM, dove la vincita smette di arrivare netta.
Molti scommettitori dicono ancora «licenza AAMS», ma AAMS è il vecchio nome di ADM, il regolatore che oggi rilascia le concessioni. Un operatore con licenza AAMS e uno dei siti scommesse con licenza ADM sono quindi la stessa cosa, con una precisazione che pesa: dal 13 novembre 2025 vale soltanto la concessione per il gioco a distanza della nuova serie, prevista dal D.Lgs. 41/2024. I titoli precedenti non bastano più. Gli otto operatori messi a confronto hanno tutti una concessione della nuova serie, con numeri che vanno dal 16007 di Planetwin365 al 16044 di William Hill.
L’elenco è chiuso. Il gioco online legale passa per 52 concessioni intestate a 46 società, e la numerazione lo mostra già da sola: tra 16000 e 16051 ci sono esattamente 52 numeri. Fuori da quella serie non esiste un concessionario ADM. Un sito può esibire un’altra sigla, anche dall’aspetto ufficiale, ma senza uno di quei numeri non fa parte del circuito legale italiano.
Ogni concessione copre un solo sito .it, e da questa regola dipende tutto il resto. Marchio, dominio e numero vanno di pari passo, per cui una società che gestisce più marchi deve avere più concessioni. Con 52 titoli e 46 titolari restano sei concessioni in più rispetto alle società. Eurobet Italia ne ha tre, di cui una, la 16012, è quella del sito Eurobet. GBO Italy ne ha due, la 16010 di Lottomatica e la 16009 di Goldbet, cioè due siti distinti intestati alla stessa società romana. Queste due società spiegano da sole metà dello scarto.
La concessione è intestata alla società, non al gruppo. Lottomatica Group controlla Lottomatica, Goldbet e Planetwin365, ma Planetwin365 fa capo a P.W.O. S.p.A., titolare della 16007, e non a GBO Italy. Flutter Entertainment possiede Sisal e Snai, che restano due concessionari separati: Sisal Italia S.p.A. con la 16020 e Snaitech S.p.A. con la 16032. Cinque degli otto operatori appartengono quindi a due soli gruppi. Nella spesa per le scommesse sportive online di agosto 2026, le due concessioni di Flutter valevano insieme il 32,15%. Con il 36,50% del solo sito Lottomatica, i due gruppi superano il 68,65% anche senza contare Goldbet e Planetwin365.
Sono 52. Ciascuna delle concessioni per il gioco a distanza in vigore dal 13 novembre 2025 autorizza un solo dominio .it, quindi il numero dei siti coincide con quello delle concessioni. Le società titolari sono invece 46, perché alcune ne detengono più d’una. Contare i marchi o i gruppi dà numeri diversi, mentre i siti legali restano 52.

Tra gli otto operatori qui confrontati, il divario nel rendimento sulla Serie A scende sotto il punto percentuale. Planetwin365 offre la percentuale di pagamento più alto al 94,59%, mentre Eurobet è il più basso al 93,62%, una differenza di soli 97 centesimi. Gli altri sei si collocano in mezzo, con Lottomatica, Sisal e Goldbet al 94,42%, bet365 al 94,58%, Snai al 93,97% e William Hill al 93,86%. Questo margine ridotto significa che il vantaggio tecnico dell’uno rispetto all’altro è minimo, e la scelta dipende da fattori che vanno oltre la quota: deposito minimo, velocità di prelievo, qualità del bonus di benvenuto e servizi accessori.
| Operatore | Concessione | Deposito minimo | Prelievo PayPal | Bonus di benvenuto | Caratteristica distintiva |
|---|---|---|---|---|---|
| Lottomatica | 16010 | 10 € | 24 ore | 25% fino a 100 € | 36,50% della spesa online |
| Sisal | 16020 | 10 € | 12 ore | 50% fino a 50 € + 10 €/settimana per 30 settimane | App iOS: 129.000 valutazioni |
| Snai | 16032 | 10 € | 1–3 giorni | 50% fino a 500 € a tranche + rimborso 20% perdite | Prelievo contanti nei punti SNAI |
| bet365 | 16030 | 5 € | 1–4 ore | 100% fino a 500 € | 41 discipline e Bet Builder fino a 12 selezioni |
| Eurobet | 16012 | 10 € | 24 ore | 50% fino a 100 € | Sponsor AS Roma e streaming NBA, Eurolega, MLB |
| Planetwin365 | 16007 | 20 € | 1 giorno lavorativo | 25% fino a 100 € | Percentuale di pagamento 94,59% sulla Serie A |
| Goldbet | 16009 | 10 € | 24 ore | 25% fino a 100 € | Supercombinata e maggiorazione multiple fino al 250% |
| William Hill | 16044 | 10 € | 24 ore | Fino a 210 € (10 € + bonus cash + scommessa gratuita) | Fondato nel 1934; 10 € con SPID |
La percentuale di pagamento non racconta tutta la storia. Lottomatica domina per volume, con il 36,50% della spesa online complessiva nei scommettitori italiani: è il punto di riferimento per chi vuole la massima liquidità e il maggior numero di scommesse disponibili. Sisal segue con il 20,52% e un’app iOS valutata 4,7 su 5 con 129.000 valutazioni. Snai chiude il podio con l’11,63% della spesa, distinguendosi per la possibilità di prelevare in contanti nei propri punti vendita con un codice, un vantaggio concreto per chi preferisce evitare i conti correnti.
bet365 punta sulla velocità: carte, bonifico, PayPal e Skrill pagano in 1–4 ore, Apple Pay all’istante. Chi gioca su 41 discipline diverse e apprezza i Bet Builder fino a 12 selezioni trova qui un’offerta di mercato che gli altri non replicano. Il deposito minimo di 5 € è il più basso in assoluto, abbattendo la soglia per iniziare.
Planetwin365 vince sul rendimento puro, con la percentuale di pagamento più alto al 94,59%, ma chiede un deposito minimo di 20 € e non offre prelievi istantanei: il pagamento arriva in 1–3 giorni a seconda del metodo. Goldbet risponde con un’app iOS valutata 4,8 su 5 da 26.000 utenti e con il Supercombinata con maggiorazione fino al 250% su multiple da 30 eventi, una funzione poco comune. William Hill porta il marchio storico, fondato nel 1934, e attira con fino a 210 € di bonus tra crediti e scommessa gratuita settimanali durante la stagione di Serie A, sebbene le condizioni di sblocco siano stringenti.
Sisal distingue il bonus tra sport e casinò: chi deposita riceve il 50% fino a 50 € subito, poi 10 € a settimana per altre 30 settimane, ma deve accumulare punti status giocando per sbloccarne una parte. Snai offre il bonus sport più generoso al 50% fino a 500 €, erogato però a tranche settimanali di massimo 100 €, con un rimborso aggiuntivo del 20% sulle perdite delle prime quattro settimane fino a 1.000 €.
Il bonus bet365 al massimo
Con un primo deposito di 500 €, il bonus ammonta a 500 € (100% del deposito).
Il deposito entra in gioco
I 500 € depositati vanno giocati 1 volta entro 7 giorni. Una multipla con quota totale 2,50 li consuma integralmente e sblocca il bonus.
Il requisito sul bonus
Il bonus di 500 € richiede di essere giocato 10 volte a quota minima 3,00. Nelle multiple basta almeno una selezione a 3,00, e il totale di giocate da effettuare è 5.000 €.
Il tempo disponibile
Questi 5.000 € vanno generati entro 30 giorni. Una media di 167 € al giorno copre l’intero requisito nel termine.
| Operatore | Percentuale di pagamento Serie A | Margine operatore |
|---|---|---|
| Lottomatica | 94,42% | 5,58% |
| Sisal | 94,42% | 5,58% |
| Snai | 93,97% | 6,03% |
| bet365 | 94,58% | 5,42% |
| Eurobet | 93,62% | 6,38% |
| Planetwin365 | 94,59% | 5,41% |
| Goldbet | 94,42% | 5,58% |
| William Hill | 93,86% | 6,14% |
La tabella espone il lato dell’operatore: il margine è ciò che resta dopo la percentuale di pagamento, e rispecchia l’imposta unica del 24,5% più il profitto netto della casa. Su 100 € scommessi alla quota media della Serie A, tra 93,62 € e 94,59 € tornano al giocatore, e il resto entra nel margine della piattaforma. Su migliaia di euro giocati in una stagione, anche una frazione di punto diventa una somma visibile.
Chi punta sulla Serie A dovrebbe guardare oltre la percentuale di pagamento singolo: il tempo di prelievo, il metodo di pagamento, il bonus effettivamente raggiungibile e il servizio di assistenza pesano su mesi di gioco. bet365 e Sisal offrono prelievi rapidi su PayPal. Sisal e Goldbet hanno app iOS con alte valutazioni. Lottomatica è la scelta di massa, ma la chat è riservata agli utenti registrati e su Trustpilot pesano i reclami sull’assistenza. William Hill e bet365 non offrono assistenza telefonica, solo chat ed email. Le app Android di tutti e otto gli operatori non sono su Google Play: si scaricano solo dal sito ufficiale come APK, una barriera per chi non sa dove trovarle.
Tempi di prelievo, app e assistenza separano gli otto operatori, mentre il trattamento fiscale li accomuna tutti. Con la licenza ADM per le scommesse sportive, l’imposta non colpisce la vincita di chi gioca ma il margine dell’operatore. La Legge di Bilancio 2025 fissa per il canale online un’imposta unica del 24,5%, e a versarla è la società titolare della concessione. Lo scommettitore non compila moduli e non subisce trattenute. Sul conto di gioco non compare nessuna voce fiscale.
«Netta», però, descrive la posizione del giocatore e non quella dell’Erario. L’imposta si paga con il margine, e il margine è già dentro la quota. Sulla Serie A gli otto concessionari trattengono sulla carta tra il 5,41% di Planetwin365 (percentuale di pagamento del 94,59%) e il 6,38% di Eurobet (93,62%). Su 100 € giocati restano quindi all’operatore 5,41–6,38 €, e il 24,5% di quella cifra vale 1,33–1,56 €. Il fisco incassa comunque. Lo fa a monte, attraverso il prezzo della scommessa, e lascia libera la parte che arriva al giocatore.
Il caso più semplice mostra come una puntata vincente arriva sul conto di un concessionario, dalla giocata al prelievo.
Puntata di 50 € su un esito a quota 3,00 presso un concessionario ADM.
L’esito si verifica: 50 € per 3,00 fanno 150 €, cioè 100 € di utile più i 50 € dell’importo giocato.
Sul conto di gioco vengono accreditati 150 €, senza ritenute. L’imposta del 24,5% grava sul margine dell’operatore e non tocca questa somma.
In dichiarazione dei redditi non va inserito nulla. I 150 € si possono prelevare così come sono.
Il regime fiscale vive dentro un titolo con scadenza precisa. Ogni concessione dura nove anni, e quelle della nuova serie decorrono per tutti gli otto operatori dal 13 novembre 2025. Il termine cade quindi nel novembre 2034. Per Sisal la concessione n. 16020 è espressamente non rinnovabile. Per chi gioca questo significa una controparte stabile per quasi un decennio, con regole note e un intestatario identificabile. Il beneficio della vincita netta, però, vale solo finché la società figura nell’elenco dei concessionari. Un marchio noto non basta.
Oltre a stabilire cosa si paga, il titolo delimita anche ciò su cui si può puntare. Dal 1° giugno 2019 sono sospese le scommesse sulle competizioni riservate ai minori. Sui siti con licenza per le scommesse sportive il palinsesto calcistico si ferma quindi ai tornei degli adulti, senza campionati giovanili né tornei di categoria. Chi cerca quote su un torneo under trova la porta chiusa presso tutti gli otto operatori. La rinuncia è voluta: la licenza per il calcio e le scommesse tutela prima l’integrità delle gare e poi l’offerta.
No. Quanto un concessionario ADM accredita sul conto di gioco non entra nella dichiarazione dei redditi, perché l’imposta è già stata assolta dall’operatore sul proprio margine. Diverso è il caso di un sito privo di concessione italiana: lì la stessa somma diventa reddito da dichiarare, con un’aliquota calcolata sull’importo vinto.

Un numero di concessione ADM stampato sul sito non basta a garantire che quel operatore operi legalmente in Italia. La licenza operatore va verificata in tre elementi contemporaneamente: il numero stesso, la società titolare della concessione e il dominio su cui il giocatore sta per depositare. Uno solo dei tre sbagliato, e la protezione salta.
L’elenco ufficiale ADM riporta 52 concessioni, intestate a 46 società diverse, ciascuna autorizzata a gestire un solo sito .it. Due società gestiscono più concessioni: Eurobet Italia ne ha tre (eurobet.it, bwin.it, giocodigitale.it) e GBO Italy due (16009, 16010, che ospitano Goldbet e Lottomatica). Il numero di concessione appartiene a quella specifica società e a quel preciso dominio. Se il numero è legittimo ma il sito da cui accedi non corrisponde, non sei protetto.
Tra gli otto operatori confrontati qui, due hanno titolare estero: bet365 fa capo a Hillside (New Media Malta) Plc con concessione 16030, e William Hill a William Hill Malta Plc con concessione 16044. In entrambi i casi il titolo copre esclusivamente bet365.it e williamhill.it. Se accedi a bet365.com, williamhill.com o a qualsiasi altro dominio dello stesso marchio, sei fuori dal circuito ADM italiano, indipendentemente da quale numero compare sul footer.
La tabella qui sotto mostra il numero di concessione, la società titolare, la sede legale e il dominio coperto per ciascun operatore.
| Operatore | Concessione | Società titolare | Sede | Dominio coperto |
|---|---|---|---|---|
| Lottomatica | 16010 | GBO Italy S.p.A. | Roma | lottomatica.it |
| Sisal | 16020 | Sisal Italia S.p.A. | Milano | sito .it in elenco ADM |
| Snai | 16032 | Snaitech S.p.A. | Milano | sito .it in elenco ADM |
| bet365 | 16030 | Hillside (New Media Malta) Plc | Malta | bet365.it |
| Eurobet | 16012 | Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Roma | eurobet.it |
| Planetwin365 | 16007 | P.W.O. S.p.A. | Roma | sito .it in elenco ADM |
| Goldbet | 16009 | GBO Italy S.p.A. | Roma | goldbet.it |
| William Hill | 16044 | William Hill Malta Plc | Malta | williamhill.it |
La corrispondenza tra numero, società e dominio è il primo filtro. Un’app, un link da email o una pubblicità può rinviare a un indirizzo che contiene il logo di un marchio noto, ma se il dominio è diverso da quello in tabella la concessione non si applica. Lo stesso accade se il sito è stato registrato a nome di una società non elencata, anche se il numero è autentico.
Il numero di concessione si controlla confrontandolo con l’elenco ADM insieme a società titolare e dominio coperto. La concessione autorizza uno e un solo sito .it; domini diversi dello stesso marchio non sono tutelati dalla licenza italiana.
Questa verifica ha una conseguenza che l’etichetta degli operatori con licenza europea tende a nascondere. In Italia conta la concessione ADM, e il Paese che ha rilasciato un altro permesso non cambia nulla. Una sede all’estero, di per sé, non è un difetto. Hillside (New Media Malta) Plc gestisce bet365 con la concessione n. 16030, e William Hill Malta Plc opera con la n. 16044: sono società maltesi, ma compaiono nell’elenco italiano. Resta invece fuori dal circuito un sito che espone soltanto un’autorizzazione di Malta o una licenza scommesse di Curaçao, comunque lo si presenti. Il rischio di quella scelta ricade anche su chi gioca.
Per chi scommette su un sito senza concessione ADM, l’art. 4, comma 3, della L. 401/1989 prevede l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda tra 51 e 516 €. La norma colpisce il giocatore, quindi non soltanto chi raccoglie le puntate. Il confronto con le promozioni toglie ogni fascino ai siti scommesse con licenza europea «legali» per autodefinizione. L’ammenda massima supera da sola il bonus di benvenuto più alto tra i concessionari, i 500 € di bet365.
Sul piano fiscale il conto si rovescia. Nel circuito legale l’imposta la versa il concessionario e la vincita arriva netta. Fuori dall’elenco le vincite vanno dichiarate come redditi diversi e, dal 1° gennaio 2026 con la L. 199/2025, l’IRPEF si applica con aliquote del 23%, 33% o 43%. Su 1.000 € di vincite il 23% vale 230 €, mentre il 43% arriva a 430 €. Le perdite non contano. Uno scommettitore che nello stesso anno vince 1.000 € e ne perde altrettanti su altre giocate chiude in pari. Deve comunque tra 230 e 430 € di imposta su un saldo pari a zero.
Pesano ancora di più gli strumenti che mancano. L’autoesclusione tramite RUA e i limiti di deposito esistono solo sui siti ADM. Chi si è autoescluso per fermare il proprio gioco trova quindi sui siti scommesse con licenza Curaçao un conto che quel blocco non lo conosce. Per un giocatore che fatica a controllarsi, l’offerta estera elimina proprio i freni pensati per lui. Un conto bloccato o un prelievo rifiutato cambiano peso nello stesso modo. Sul sito ADM l’operatore risponde a un regolatore italiano, mentre fuori dall’elenco questa tutela non c’è.
No. Una licenza di Curaçao non equivale a una concessione ADM, e in Italia si gioca legalmente solo sui siti dei concessionari, ciascuno con il proprio dominio .it. Nemmeno un’autorizzazione maltese basta se la società non compare nell’elenco ADM con il suo numero di concessione.

Le agenzie scommesse con licenza AAMS, oggi punti vendita dei concessionari ADM, pagano sul proprio margine un’imposta unica del 20,5%, contro il 24,5% che grava sul gioco a distanza (Legge di Bilancio 2025). Su 100 € di margine trattenuto, al fisco vanno 20,50 € al banco e 24,50 € sul sito. La differenza è di 4 punti percentuali, cioè un prelievo fiscale più basso del 16,3% rispetto all’online. A versare l’imposta è sempre il concessionario. Per chi scommette cambia poco: la vincita arriva netta in entrambi i canali, e niente garantisce che lo sconto fiscale del banco si ritrovi nelle quote.
Il peso reale della differenza si misura sul margine. Snai paga sulla Serie A il 93,97%, perciò trattiene in media 6,03 € ogni 100 € giocati online, e il 24,5% di quella cifra fa 1,48 € di imposta. Con lo stesso margine applicato al banco, l’aliquota del 20,5% porterebbe l’imposta a 1,24 €. Sono ventiquattro centesimi ogni 100 € di giocate, e restano all’operatore. Il costo che lo scommettitore sostiene davvero è il margine di 6,03 €, identico qualunque sia l’aliquota versata allo Stato.
Dal 13 maggio 2026 il punto vendita serve anche a ricaricare il conto online. La porta è stretta. Il D.Lgs. 41/2024 ammette la ricarica in contanti fino a 100 € a settimana per conto: su 52 settimane il tetto arriva al massimo a 5.200 € l’anno. Sul primo deposito il vincolo pesa di più. Il Bonus Gold di Snai copre il 50% fino a 500 €, e per ottenerlo intero servono 1.000 € versati. Un primo deposito in contanti si ferma a 100 €, e anche ammesso che valga per la promozione il bonus si riduce a 50 €. Tra le offerte di benvenuto, solo quella di Sisal, il 50% fino a 50 €, si sblocca per intero con i 100 € settimanali.
In uscita, tra gli otto operatori, il contante resta un’esclusiva di due marchi. Snai e Sisal permettono di ritirare la vincita nei propri punti con un codice di prelievo. Per chi ha il conto sotto la licenza scommesse Snai, concessione n. 16032, l’alternativa conta: il bonifico richiede 2–7 giorni lavorativi e almeno 50 €, le carte 3–5 giorni. Da Sisal il vantaggio è più sottile, perché PayPal paga in 12 ore, ma con PayPal e carte i prelievi si fermano a 5.000 €. C’è poi un vincolo da non trascurare. Sisal accetta il prelievo solo sullo stesso metodo usato per il deposito, e di conseguenza il canale si sceglie al momento della ricarica, non della vincita. Planetwin365 accetta la ricarica in agenzia soltanto in entrata: chi deposita in contanti incassa su PayPal, carta o bonifico.
Sì, ma solo presso un punto vendita ricariche e nel limite di 100 € a settimana per conto. Non tutti i concessionari offrono questo canale: bet365 e William Hill, entrambi con titolare a Malta, non prevedono ricariche al banco e accettano carte, portafogli elettronici, Paysafecard e bonifico. Oltre il tetto settimanale serve comunque un metodo elettronico.
La concessione per il gioco a distanza non è un titolo perpetuo: ha una durata di nove anni, allo scadere dei quali l’assegnazione torna in gara. Per il giocatore la conseguenza pratica è minima finché il titolare resta lo stesso, perché conti, saldi e storico proseguono senza interruzioni. Quando la titolarità cambia, il passaggio avviene per legge tra concessionari autorizzati: il denaro sul conto non svanisce con il marchio, perché il vincolo di garanzia segue la concessione e non l’insegna.
La serie numerica racconta la storia del mercato. Le concessioni della serie 16000–16051, attive dal 13 novembre 2025, sono cinquantadue assegnate a quarantasei società: chi detiene più numeri gestisce più siti, ma ciascuna concessione copre un solo dominio .it. Eurobet Italia ne controlla tre, GBO Italy due. Controllare il numero nel piè di pagina e incrociarlo con l’elenco ADM rimane l’unica verifica che conta, perché la grafica si copia in un’ora e il numero di concessione no.
Nove anni. Alla scadenza l’assegnazione torna a gara tra operatori qualificati. Per il giocatore non cambia nulla finché il titolare resta in carica: conto, saldo e storico delle giocate proseguono. Il numero di concessione resta il riferimento stabile per verificare la legittimità del sito.
Chi gioca su un sito senza concessione non commette un’ingenuità fiscale: commette un illecito. L’articolo 4, comma 3, della legge 401/1989 punisce la partecipazione a giochi organizzati senza autorizzazione con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 51 a 516 €. La sanzione colpisce il giocatore, non soltanto chi gestisce la piattaforma, e si somma al rischio civile di non vedere mai pagata la vincita.
Il secondo conto arriva con le tasse. Le vincite su piattaforme prive di concessione italiana vanno dichiarate come redditi diversi e subiscono l’IRPEF con aliquote del 23%, 33% o 43% a seconda dello scaglione, senza poter dedurre le perdite. Sul circuito ADM la stessa vincita arriva netta, perché l’imposta unica del 24,5% la versa il concessionario sul margine. Il confronto è impietoso: fuori dal perimetro legale si rischia la sanzione, si dichiara il reddito e si tassa il lordo; dentro si riceve il netto e non si deve nulla.
Sì. Sono redditi diversi soggetti a IRPEF con aliquote del 23%, 33% o 43% secondo lo scaglione, e le perdite non si deducono. Sul circuito ADM, invece, la vincita arriva netta: l’imposta unica è a carico del concessionario e il giocatore non dichiara nulla.
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una distinzione che il giocatore non vede ma che il mercato sente: l’imposta unica sulle scommesse sportive è il 20,5% del margine in agenzia e il 24,5% online. Il carico ricade sul concessionario in entrambi i canali, ma la differenza di quattro punti spiega perché le reti fisiche restino strategiche per i grandi gruppi e perché le promozioni migliori nascano online, dove il margine fiscale è più alto e la concorrenza lo restituisce in offerte.
Il contante ha una regola a sé. Dal 13 maggio 2026 la ricarica del conto online presso un punto vendita è ammessa fino a 100 € a settimana per singolo conto, una soglia che taglia la circolazione di denaro anonimo dentro il circuito legale. Snai e Sisal consentono anche l’operazione inversa — il prelievo in contanti nei propri punti vendita tramite codice — perciò il denaro entra ed esce dal conto con la stessa soglia di attenzione.
Sì, presso Snai e Sisal, tramite un codice di prelievo da presentare in punto vendita. Gli altri concessionari pagano solo su metodi tracciati: carte, portafogli digitali o bonifico. Il prelievo in contanti resta un’eccezione di chi possiede una rete fisica propria.
L’esempio più semplice fissa il principio. Una giocata da 50 € a quota 3,00 produce una vincita di 150 €, e sul conto del giocatore arrivano esattamente 150 €: nessuna ritenuta, nessuna casella da compilare nella dichiarazione, nessun arrotondamento. L’imposta unica del 24,5% esiste, ma si applica alla differenza tra somme giocate e vincite pagate dal concessionario nel periodo, non alla singola schedina. Il giocatore vede il risultato netto; l’erario riceve il tributo da chi gestisce il banco.
Questa architettura ha un effetto collaterale che conviene conoscere: siccome l’imposta colpisce il margine complessivo e non la singola vincita, il concessionario ha interesse a un margine stabile e leggibile, e il giocatore ha interesse a confrontarlo. Un sito legale rende quel margine calcolabile dalle quote; un sito senza concessione lo nasconde, e alla prima vincita consistente presenta il conto in forma di vincolo tecnico, verifica infinita o conto chiuso.
Sì. Si calcola dalle quote di ogni mercato con la formula del reciproco della somma dei reciproci, e non richiede l’iscrizione al sito. La percentuale di pagamento che ne risulta è il prezzo del servizio: confrontarla prima di registrarsi costa qualche minuto e restituisce un numero verificabile in qualsiasi momento.
Contanti al banco o PayPal, il modo di ricaricare incide sulla comodità e lascia intatto il conto finale. Scegliere una delle 52 concessioni ADM elimina un gruppo di rischi estranei alla scommessa in sé: la sanzione penale per chi gioca senza concessione, l’IRPEF fino al 43% sulle vincite, l’assenza di un regolatore a cui rivolgersi. Sul sito .it l’imposta la versa il concessionario e la vincita arriva netta. Fuori dal perimetro della licenza resta un solo elemento, quello che nel lungo periodo pesa di più: il margine con cui l’operatore costruisce le quote.
Tra gli otto concessionari, il margine sulla Serie A va dal 5,41% di Planetwin365 al 6,38% di Eurobet. Lottomatica, Sisal e Goldbet si trovano appaiati al 5,58%. Il margine è ricavato come 100 meno la percentuale di pagamento medio rilevato al 26 ottobre 2026. Su 1.000 € giocati nell’arco di una stagione, a quei livelli restano in media all’operatore 54,10 € nel caso migliore e 63,80 € nel peggiore. Nessuna licenza azzera queste cifre. La concessione garantisce che il pagamento arrivi e che le regole siano scritte, ma non rende la quota equa: una quota equa non lascerebbe alcun ricavo all’operatore.
Quando la scommessa si allunga, il margine si moltiplica. Ipotizzando che ogni selezione abbia la percentuale di pagamento medio della Serie A, una multipla di cinque eventi restituisce in media il 75,04% della puntata su Lottomatica (0,9442 elevato alla quinta) e il 71,92% su Eurobet. Proprio le multiple di almeno cinque eventi, a quota minima 1,70 o 1,50 per selezione, sono la condizione di sblocco dei bonus di Lottomatica, Goldbet, Planetwin365 ed Eurobet. Per Snai bastano tre eventi a quota 1,50, e con la percentuale di pagamento del 93,97% la multipla rende in media l’82,98%. Così il «bonus» si gioca nel formato in cui l’operatore trattiene di più, fino a oltre un quarto dell’importo giocato.
I 500 € di bet365, il bonus più alto tra gli otto, si sbloccano con 5.000 € di giocate entro 30 giorni a quota minima 3,00. Applicando a quel volume il margine medio di bet365 sulla Serie A, cioè il 5,42%, il costo atteso è di 271 €, più della metà del bonus. A quote da 3,00 in su, poi, una serie negativa può svuotare il saldo molto prima dei 5.000 €, e in quel caso il bonus non si sblocca affatto.
Nel confronto tra concessionari, dunque, il margine si misura in decimi di punto, e le differenze che si avvertono nell’uso quotidiano stanno altrove. Un prelievo PayPal richiede 1–4 ore su bet365 e 1–3 giorni su Snai. Su Eurobet un prelievo su carta può arrivare a 10 giorni, e quasi tutti i bonus si giocano solo in multipla. Chi sente di giocare più di quanto vorrebbe trova sul sito ADM due strumenti che altrove mancano, i limiti di deposito e l’autoesclusione. Nessun bonus e nessuna quota maggiorata trasformano una spesa attesa in un guadagno.