Affiliazioni siti scommesse 2026: regole, costi e guadagni

Updated Novembre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join
Scrivania con portatile e documento normativo sulle affiliazioni scommesse
In Italia l’affiliazione online con gli operatori resta vietata dal Decreto Dignità.

Le affiliazioni siti scommesse 2026 in Italia non sono legali nella forma online. Lo stabilisce l’art. 9 del D.L. 87/2018, che dal 14 luglio 2018 vieta qualsiasi pubblicità delle scommesse, anche indiretta, con sanzioni a partire da 50.000 € per violazione. Resta lecita l’affiliazione fisica con un concessionario ADM. Planetwin365 è il primo nome a cui rivolgersi, Eurobet e Goldbet hanno la stessa qualifica di concessionari, e la formula più accessibile è il punto vendita ricariche, iscritto all’albo ADM per 100 € l’anno.

Ogni calcolo sui guadagni va quindi fatto su punto vendita ricariche, agenzia e corner. Sul fronte online il rapporto tra premio e rischio è sbilanciato: con 1.000 € di commissioni la sanzione minima vale 50 volte il compenso, e sulla fattura grava un’IVA del 22% che pochi mettono in conto. Il canale fisico ha limiti. Con una soglia di 100 € a settimana in contanti per giocatore, ogni cliente vale al massimo 5.200 € l’anno.

Affiliazione con i siti di scommesse: online in Italia è un divieto, non un’opportunità

Le affiliazioni con i siti di scommesse si reggono su un patto semplice: un editore online porta giocatori a un operatore e ne riceve un compenso. In Italia quel patto si scontra con l’art. 9 del D.L. 87/2018, in vigore dal 14 luglio 2018, che vieta qualsiasi pubblicità, anche indiretta, dei giochi con vincite in denaro. Il divieto colpisce la pubblicità in quanto tale, a prescindere dal formato. Sulla carta l’affiliazione online resta un modello di business, ma nei fatti è una condotta sanzionabile.

La ragione sta nella funzione della pagina affiliata. Un sito pagato in base ai giocatori che procura esiste per spingerne la registrazione, qualunque sia il tono dei suoi testi: classifica, recensione o confronto delle quote. Proprio questa funzione lo rende promozionale. Con una sanzione che parte da 50.000 € per violazione, la commissione promessa da un programma di affiliazione pesa poco rispetto al rischio che porta con sé.

Perché l’affiliazione online ricade nel divieto di pubblicità

Il punto decisivo è l’aggettivo «indiretta». Una pagina di affiliazione raramente somiglia a uno spot: parla di quote, di mercati, di «bonus», e chiude con un pulsante verso l’operatore. Per l’art. 9 la forma conta poco, perché a essere vietata è qualsiasi pubblicità del gioco con vincite in denaro, compresa quella che passa dai social. La norma non distingue. Sia un articolo dal taglio informativo sia un banner animato ricadono nello stesso perimetro se il loro scopo è portare giocatori a un operatore.

Resta da capire chi paga. L’art. 9 punisce il committente della pubblicità e, insieme a lui, il proprietario del sito di diffusione o di destinazione. Nello schema di affiliazione l’operatore commissiona la promozione, mentre l’affiliato possiede il sito che la diffonde, e la norma li prevede entrambi. Chi gestisce il portale non può considerarsi un semplice intermediario tecnico, perché la legge lo include esplicitamente tra i soggetti sanzionabili. Così il rischio ricade su chi incassa le commissioni, oltre che su chi le paga.

A chiudere lo spazio residuo è arrivata la delibera AGCOM 200/26/CONS del 29 luglio 2026, con il divieto dei rimandi promozionali capaci di portare direttamente all’offerta di gioco. È il rimando il cuore tecnico dell’affiliazione: senza un link o un codice tracciato l’operatore non saprebbe a chi attribuire il giocatore, e senza attribuzione la commissione non esiste. Togliere il link significa togliere il prodotto.

Per chi vuole lavorare con un operatore in Italia, la strada praticabile passa quindi fuori dal web: punto vendita ricariche, agenzia o corner, sempre in accordo con un concessionario ADM. Lì l’affiliazione diventa un rapporto commerciale regolato, con requisiti e costi propri. Online, invece, ogni variante del modello si riduce allo stesso rimando vietato, cambiato solo di veste.

Come funziona l’affiliazione con i siti di scommesse?

L’operatore paga l’affiliato per ogni giocatore che gli procura, con un importo fisso per registrazione o deposito oppure con una quota dei ricavi che quel cliente genera nel tempo. Su web e social questo scambio è pubblicità vietata in Italia. Resta lecita l’affiliazione fisica, dove l’esercente lavora per un concessionario ADM.

Tabella neutra di confronto tra programmi dei concessionari ADM
Da un concessionario all’altro cambiano canali ammessi, requisiti e condizioni.

Operatore ADM e programmi di affiliazione a confronto: cosa offre davvero ciascun concessionario

Otto concessionari ADM operano in Italia con licenza per il gioco a distanza. Le loro offerte cambiano su deposito minimo, velocità dei prelievi e bonus di benvenuto. La scelta dell’operatore incide direttamente sui guadagni dell’esercente e sulla qualità del servizio ai clienti.

Operatore Licenza ADM Deposito minimo Tempi di prelievo Bonus di benvenuto Funzione distintiva
Planetwin365 n. 16007 10 € 1–3 giorni — Streaming su calcio, tennis e ping pong
Eurobet n. 16012 10 € 2–10 giorni 50% fino a 100 € Percentuale di pagamento 95,30% e prelievo minimo 5 €
Goldbet n. 16009 2 € 24 ore 25% fino a 100 € Deposito e prelievo da 2 €
SNAI n. 16032 10 € 12 ore–2 giorni 50% fino a 500 € Streaming di Serie C, Coppa Italia, NBA
bwin n. 16013 10 € 12 ore–5 giorni 100% fino a 3.000 € Prelievi rapidi su PayPal, Paysafecard, Skrill
Betflag n. 16008 5 € 24–72 ore 100% fino a 5.000 € Scommesse punta e banca insieme alle quote fisse
Sisal n. 16020 10 € 12–48 ore 50% fino a 50 € Prelievo immediato in punto vendita
Lottomatica n. 16010 5–30 € 24–72 ore 25% fino a 100 € Bonifico istantaneo di norma immediato

La tabella mostra che i depositi minimi variano da 2 € (Goldbet) a 30 € (Lottomatica con alcuni metodi), una differenza che ridisegna l’accesso al gioco per chi non vuole impegnare capitali elevati fin dalla prima ricarica. I tempi di prelievo oscillano tra le 12 ore di SNAI, bwin e Sisal e i 10 giorni massimi di Eurobet: per l’esercente che gestisce il flusso di cassa del punto, questa variazione significa denaro disponibile subito o denaro fermo per più di una settimana.

Planetwin365

Planetwin365 appartiene al gruppo Lottomatica ed è online dal 2009. La licenza ADM n. 16007 copre il gioco a distanza. Il deposito minimo di 10 € e la puntata minima di 1 € abbassano la soglia d’ingresso. Lo streaming su calcio, tennis e ping pong rappresenta un valore aggiunto: il cliente può seguire la partita direttamente sulla piattaforma e piazzare scommesse dal vivo senza cambiare finestra. I prelievi via PayPal, Skrill e Neteller arrivano in 1 giorno lavorativo; le carte richiedono 1–2 giorni, il bonifico 2–3. L’assistenza è disponibile via chat e telefono dalle 9:00 alle 22:00, ma non c’è la possibilità di registrarsi con SPID o CIE — un limite dove altri operatori offrono questa comodità.

Planetwin365 conviene a chi predilige la velocità di prelievo via portafoglio elettronico e vuole seguire le partite in diretta. La percentuale di pagamento medio del 95,30% sui principali campionati di calcio si colloca tra i migliori, anche se Eurobet raggiunge la stessa percentuale. La caveat più rilevante è che l’app Android non è disponibile su Google Play e deve essere scaricata dal sito, una procedura che complica l’aggiornamento per chi non conosce questa pratica.

Eurobet

Eurobet, fondato nel 1995, appartiene al gruppo Entain e possiede la licenza ADM n. 16012. Il deposito minimo di 10 € e l’accessibilità su oltre 30 discipline — calcio, basket NBA, tennis, ippica e virtuali — offrono ampiezza di mercato. Con una percentuale di pagamento medio del 95,30% sul calcio e un prelievo minimo di 5 €, chi vuole recuperare anche importi piccolissimi non resta bloccato dal vincolo di prelievo. Il bonus di benvenuto è il 50% del primo deposito fino a 100 € con deposito minimo di 20 € entro 7 giorni; il bonus va giocato entro 7 giorni su multiple di almeno 5 eventi a quota minima 1,50 per evento, e l’incasso anticipato è escluso dalle giocate con bonus.

Eurobet è la scelta per chi apprezza la possibilità di prelevare piccole somme senza costi minimi rigidi. L’offerta di deposito mediante ricarica in punto vendita allarga il raggio d’azione verso chi preferisce non usare carte di credito. Il limite è che l’assistenza via chat dal vivo va dalle 9:00 alle 21:00 solo per utenti registrati, senza telefono, e i prelievi su carta possono arrivare fino a 10 giorni lavorativi, una velocità molto inferiore a PayPal e Skrill.

Goldbet

Goldbet è parte del gruppo Lottomatica e opera con licenza ADM n. 16009 dal 2000. Vanta il deposito minimo e il prelievo minimo più bassi della selezione: 2 € in entrambi i casi. La puntata minima è 1 €. Il bonus di benvenuto è il 25% del primo deposito fino a 100 € con deposito minimo di 20 € entro 7 giorni; il bonus deve essere rigiocato 5 volte su multiple di almeno 5 eventi a quota minima 1,70 per evento entro 7 giorni. I prelievi via PayPal, Neteller e carte avvengono in 24 ore, tra i più rapidi; il bonifico postale domiciliato può richiedere fino a 7 giorni.

Goldbet conviene a chi gestisce un punto dove circolano molti micropagamenti e vuole minimizzare il denaro fermo. L’app iOS ha una valutazione di 4,8, pari a quella di Betflag e la più alta della selezione, mentre l’app Android non è su Google Play. La lacuna principale è che il bonifico postale domiciliato, pur essendo un metodo italiano consolidato, arriva fino a 7 giorni — uno svantaggio notevole dove altri operatori offrono 2–3 giorni.

SNAI

SNAI, fondata nel 1990 e dal 30 aprile 2025 parte del gruppo Flutter Entertainment, opera con licenza ADM n. 16032. Il deposito minimo di 10 € e la puntata minima di 1 € sono standard. Lo streaming comprende Serie C, Coppa Italia, NBA ed Eurolega — un valore competitivo per chi segue il calcio italiano e il basket europeo. I prelievi su PayPal, carte, Postepay, Skrill e Neteller sono generalmente immediati entro 12 ore in caso di controlli, con un tetto di 5.000 € al giorno; il bonifico arriva fino a 30.000 € in 1–2 giorni lavorativi senza commissioni. Il bonus di benvenuto è il 50% del primo deposito fino a 500 €, erogato in 5 tranche settimanali del 20% ciascuna, da usare entro 7 giorni con rigioco di 9 volte su multiple di almeno 3 eventi a quota minima 1,50. In più, rimborso del 20% delle perdite nette delle prime 4 settimane fino a 1.000 € su determinate condizioni.

SNAI è indicata per chi intende massimizzare il bonus di benvenuto e il supporto di streaming calcistico. L’app ha una valutazione di 4,3, la più bassa tra gli operatori. La caveat principale è che il bonus è erogato a tranche su 5 settimane, il che allunga i tempi di fruizione rispetto a operatore che accreditano l’importo intero subito, e per prelevare su carta o portafoglio serve un precedente deposito con lo stesso metodo — una restrizione che complica il flusso di cassa.

bwin

bwin, fondata nel 1997 a Vienna come Betandwin, è ora parte del gruppo Entain e detiene la licenza ADM n. 16013. Per depositare bastano 10 € con carte, PayPal, Paysafecard e Skrill e 5 € con bonifico. I prelievi su PayPal, Paysafecard e Skrill arrivano entro 12 ore; carte e Postepay richiedono 3–5 giorni lavorativi, il bonifico 2–3. Il bonus di benvenuto è il 100% del primo deposito fino a 3.000 € — il secondo più alto della selezione — con deposito minimo di 20 € entro 7 giorni; servono giocate in multiple a quota totale minima 4,00 pari a 6 volte il primo deposito entro 30 giorni, e il bonus è accreditato solo 33 giorni dopo la registrazione, da giocare 1 volta entro 7 giorni su multiple di almeno 4 selezioni a quota minima 1,50. In più 10 € con una prima scommessa di almeno 10 € a quota minima 2,00.

bwin è la scelta per chi apprezza i prelievi ultrarapidi su portafogli elettronici e non ha fretta di fruire il bonus. La percentuale di pagamento medio del 95,10% è competitivo. Le limitazioni risiedono nella mancanza di registrazione con SPID o CIE e soprattutto nel ritardo di 33 giorni nell’accredito del bonus — un’attesa lunga che riduce l’utilità pratica dell’offerta — e nell’assistenza limitata a chat dal vivo dalle 9:00 alle 21:00 senza telefono.

Betflag

Betflag, attivo dal 2012 e parte del gruppo Lottomatica, possiede la licenza ADM n. 16008. Il deposito minimo di 5 € è tra i più bassi. Il prelievo con PayPal avviene entro 24 ore, ma carte, Postepay e Neteller richiedono 72 ore. La funzione distintiva è il scommesse punta e banca: oltre alle scommesse a quota fissa, Betflag offre il scommesse punta e banca. Nessuna commissione sui prelievi. Il bonus di benvenuto è il 100% del primo deposito fino a 5.000 € — il più alto della selezione — con deposito minimo di 5 € scegliendo l’opzione Sport; il bonus è sbloccato a tranche in base alle giocate con quota totale minima 3,50 entro 90 giorni, ogni tranche va rigiocata almeno 1 volta, e sono esclusi punta e banca, incasso anticipato e sistemi. Con 100 € di deposito servono 2.400 € di giocate per sbloccare tutto il bonus.

Betflag conviene a chi ha familiarità con il scommesse punta e banca e vuole un bonus nominalmente massimo. L’app separata per prodotto ha una valutazione di 4,8 su oltre 3.000 valutazioni. Il rovescio è sostanziale: per sbloccare l’intero bonus di 5.000 € occorrono 235.000 € di giocate, una somma enorme che rende il bonus di fatto inaccessibile per il giocatore medio, e i prelievi su carte, Postepay e Neteller arrivano in 72 ore.

Sisal

Sisal, fondata nel 1945 a Milano e online dal 2004, opera con licenza ADM n. 16020. Il deposito minimo online è 10 €, ma in punto vendita è 1 €, l’accesso più basso del mercato per chi entra fisicamente. La puntata minima è 1 €. Lo streaming gratuito copre Bundesliga, Championship, Eredivisie, tennis ATP e WTA, NBA ed Eurolega, un’offerta comparabile ai migliori operatori. I prelievi via PayPal, Visa, Maestro, Postepay, Skrill e Neteller avvengono in 12 ore, il prelievo minimo è 10 €, e il punto vendita offre incasso immediato. Il bonus di benvenuto è il 50% della prima ricarica fino a 50 € con bonus settimanali da 10 € per 30 settimane fino a 300 € totali, il valore più basso della selezione ma distribuito su 30 settimane, il che lo rende più accessibile a chi gioca regolarmente.

Sisal è la scelta per chi valorizza l’incasso immediato in punto vendita e l’accesso a 1 € fisicamente. La percentuale di pagamento medio del 94,80% è leggermente inferiore ai leader. La caveat principale è che l’incasso anticipato non è disponibile sulle giocate con bonus e il bonus di benvenuto non si attiva con depositi tramite bonifico — una restrizione che esclude chi preferisce questo metodo.

Lottomatica

Lottomatica, fondata nel 1990, detiene la licenza ADM n. 16010. Si deposita da 5 € con bonifico fino a 30 € con Skrill, Neteller e Paysafecard, la variazione più ampia della selezione. La puntata minima è 1 € per singola e multipla, 2 € per i sistemi. Il bonifico istantaneo arriva di norma immediato. I prelievi su PayPal, Skrill e Neteller avvengono entro 24 ore, carte e Postepay 24–48 ore, bonifico 48–72 ore. Il bonus di benvenuto è il 25% del primo deposito fino a 100 € con deposito minimo di 20 € entro 7 giorni; rigioco di 5 volte l’importo del bonus su multiple di almeno 5 eventi a quota minima 1,70 per evento entro 7 giorni; esclusi dal vivo, sistemi, integrali e incasso anticipato, nonché depositi con Skrill, Neteller, OnShop e Titolo di Ricarica. In più 5 € di Bonus Rigioco Sport alla registrazione dopo la verifica del documento.

Lottomatica è indicata per chi usa bonifico istantaneo e apprezzerebbe un accredito immediato. Licenza e ampiezza di mercato sono solide. Le limitazioni comprendono l’assistenza via chat solo per utenti registrati e l’assenza di registrazione con SPID, nonché il deposito minimo di 30 € con Skrill, Neteller e Paysafecard — il più alto della selezione per questi metodi.

Affiliazione per punto scommesse, agenzia e corner: la strada legale ha requisiti precisi

I conti online si aprono da casa, ma una parte dei depositi passa ancora da un bancone. Eurobet accetta la ricarica in punto vendita, Sisal fa partire il deposito minimo da 1 € proprio lì e Betflag ha la sua Ricarica BetFlag. Su questo canale l’affiliazione punto scommesse resta lecita. Chi ha un locale e cerca una provvigione non può però entrarci liberamente, perché la legge stabilisce chi è ammesso, quanto costa restare e cosa si può fare al banco. Le regole cambiano molto tra il semplice punto ricarica e l’agenzia con il suo corner di gioco.

Il punto vendita ricariche: albo ADM, 100 € l’anno e un tetto sui contanti

La porta d’ingresso più leggera è il punto vendita ricariche. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024, in vigore dal 4 aprile 2024, lo subordina all’iscrizione all’albo ADM, con un costo di 100 € annui. L’iscrizione è riservata alle tabaccherie autorizzate ai giochi e ai titolari di licenza ex art. 86 o 88 TULPS. Un negozio qualunque resta fuori. In compenso il punto lavora senza esclusiva e può quindi vendere le ricariche di più concessionari nello stesso esercizio. Per un tabaccaio questa è la differenza tra dipendere da un solo marchio e mettere sul banco quelli che i clienti chiedono davvero.

Prima di contare i marchi conviene guardare chi c’è dietro. Planetwin365, Goldbet e Betflag appartengono al gruppo Lottomatica, mentre Goldbet e Lottomatica condividono perfino la società, GBO Italy S.p.A. Eurobet e bwin fanno capo entrambi a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, nel gruppo Entain. Tre insegne sul bancone possono quindi corrispondere a un solo interlocutore commerciale. Le condizioni economiche di quei marchi rischiano di somigliarsi più di quanto suggeriscano i loghi.

C’è poi un limite che pesa sul rapporto con il cliente: il punto ricarica non paga vincite né prelievi. Chi vince incassa sul proprio conto online, con i tempi del metodo scelto. L’incasso immediato in punto vendita che Sisal offre ai suoi giocatori è quindi un servizio che il semplice punto ricarica non può erogare. Neppure il bonus di benvenuto è garantito a chi ricarica al banco. Goldbet e Lottomatica escludono dalla promozione i depositi con Titolo di Ricarica e con OnShop, ed Eurobet esclude quelli con OnShop. Il gestore che presenta la ricarica come porta d’accesso al bonus promette quindi qualcosa che l’operatore non concede.

Il vero tetto riguarda il contante: 100 € a settimana per giocatore. Moltiplicati per 52 settimane, fanno al massimo 5.200 € l’anno per cliente. Cinquanta clienti abituali, tutti al limite ogni settimana, muovono 260.000 € di ricariche in contanti, e la provvigione si calcola su quel flusso. Il gestore non può farlo crescere spingendo i clienti più assidui, perché la crescita passa solo da nuovi giocatori.

Agenzia e corner: concessionario ADM e licenza di pubblica sicurezza

Con l’agenzia o il corner il punto smette di vendere soltanto credito e il rapporto con l’operatore diventa più stretto. Servono due requisiti distinti: un concessionario ADM con cui firmare e una licenza di pubblica sicurezza. Il primo si verifica in pochi secondi, perché ogni concessione ha un numero. Sisal opera con la n. 16020, SNAI con la 16032, Eurobet con la 16012. Il secondo dipende invece da chi gestisce il locale e va ottenuto prima di firmare. Un contratto di affiliazione agenzia scommesse firmato senza licenza resta un pezzo di carta.

Nell’affiliazione corner scommesse, come in quella per un’agenzia vera e propria, il margine di trattativa sta nel contratto, non nella legge. È lì che si stabiliscono quote di provvigione, obblighi di volume, durata e penali di recesso, e nessuna norma impedisce al concessionario di proporre condizioni sbilanciate. Prima della firma conviene leggere il contratto con gli stessi criteri che si applicano a un bonus di benvenuto: ogni promessa va tradotta in un importo e ogni vincolo in un costo.

Cosa fare
  • Verificare il numero di concessione ADM del concessionario prima di qualsiasi accordo
  • Verificare che l’esercizio rientri tra le tabaccherie autorizzate o tra i titolari di licenza ex art. 86 o 88 TULPS
  • Calcolare il flusso massimo di contante per cliente, pari a 5.200 € l’anno
  • Confrontare i gruppi societari dei marchi proposti, oltre ai loghi
Cosa evitare
  • Non firmare clausole di esclusiva per un punto ricarica, che per legge lavora senza
  • Non promettere ai clienti il pagamento al banco di vincite o prelievi
  • Non accettare da un giocatore più di 100 € in contanti nella stessa settimana
  • Non presentare la ricarica come accesso al bonus quando l’operatore esclude quel metodo di deposito

Cosa serve per aprire un punto ricarica scommesse?

Serve essere una tabaccheria autorizzata ai giochi o avere una licenza ex art. 86 o 88 TULPS, iscriversi all’albo ADM pagando 100 € l’anno e firmare con uno o più concessionari. Il punto vende ricariche entro 100 € settimanali in contanti per giocatore, mentre vincite e prelievi restano fuori dal banco.

Calcolo di CPA e revenue share con calcolatrice e foglio di lavoro
Su ogni compenso da affiliazione l’IVA al 22% riduce il guadagno netto.

Guadagni dell’affiliazione scommesse: CPA, revenue share e un’IVA al 22% che pochi mettono in conto

Fuori dal banco di un punto fisico, chi pensa di guadagnare con affiliazioni scommesse ha in mente quasi sempre il modello online, con commissioni pagate per ogni giocatore portato su un sito. Le formule di compenso ricorrenti sono il CPA e la revenue share. Il CPA (cost per acquisition) riconosce una cifra fissa per ogni nuovo cliente che si registra e deposita. La revenue share assegna invece una quota di quanto l’operatore incassa da quel cliente nel tempo, cioè delle sue perdite nette. Sulla carta il secondo modello sembra il più redditizio. Nei fatti lega il compenso dell’affiliato a una sola variabile: quanto perde chi ha cliccato.

Per un pubblico in cui una parte dei giocatori ha un rapporto problematico con il gioco, quel legame pesa. Spiega anche perché la promozione punta sui bonus di benvenuto con cifre alte in vetrina. Betflag offre il 100% del primo deposito fino a 5.000 €, ma per sbloccarlo tutto servono 235.000 € di giocate, 47 volte l’importo pubblicizzato. A una percentuale di pagamento medio del 94,90% sul calcio, quelle giocate comportano una perdita attesa di circa 11.985 €, cioè il 5,10% di 235.000 €. Ogni euro di quella perdita alimenta la revenue share di chi ha portato il cliente. Gli interessi sono opposti.

Sul fronte fiscale il conto cambia di nuovo. Con la risposta n. 75 del 24 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha qualificato le commissioni di affiliazione come servizio promozionale soggetto a IVA ordinaria del 22%. Ne segue che il compenso non è una cifra da incassare così com’è: va fatturato con l’imposta, che passa dall’operatore all’affiliato e dall’affiliato all’Erario. Chi ragiona sui guadagni dell’affiliazione come su un netto da spendere parte da una base sbagliata.

Resta il rischio che decide tutto. Se la promozione viola l’art. 9 del D.L. 87/2018, la sanzione è pari al 20% del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 € che prevale sugli importi più bassi. Messo accanto a una fattura ordinaria da affiliato, quel minimo cambia l’ordine di grandezza del problema, come mostra un compenso di appena 1.000 €.

  1. 1

    Commissioni maturate per 1.000 €. L’IVA ordinaria del 22% aggiunge 220 €, quindi la fattura emessa all’operatore è di 1.220 €.

  2. 2

    Se quella promozione viola l’art. 9, la sanzione calcolata in percentuale è il 20% del valore della pubblicità: su 1.000 € fa 200 €.

  3. 3

    I 200 € sono sotto il minimo, che prevale: si pagano 50.000 €. Sono 50 volte il compenso e quasi 41 volte l’intera fattura IVA compresa (50.000 € diviso 1.220 € dà 40,98).

Il 20% raggiunge il minimo solo quando il valore della pubblicità tocca 250.000 €, perché 50.000 € sono il 20% di quella cifra. Sotto quella soglia la sanzione non segue il guadagno: resta ferma a 50.000 € e vale per ogni violazione. Proprio il piccolo affiliato si trova così più esposto di tutti, in proporzione a quanto incassa. Con 1.000 € di commissioni al mese servirebbero 50 mesi, oltre quattro anni, per mettere insieme l’importo di una sola sanzione minima, e i 220 € mensili di IVA non contano, perché vanno all’Erario.

Le commissioni di affiliazione scommesse sono soggette a IVA?

Sì. Il compenso dell’affiliato è trattato come corrispettivo di un servizio promozionale, quindi l’aliquota ordinaria del 22% riguarda sia il CPA sia la revenue share, che restano entrambe commissioni. Pagare l’imposta però non rende lecita la promozione: una fattura in regola non protegge dalla sanzione prevista dall’art. 9 del D.L. 87/2018.

Affiliazione scommesse senza sito: social e canali video non mettono al riparo

Circola l’idea che le affiliazioni scommesse senza sito sfuggano al divieto, perché manca la pagina web su cui appoggiare banner e link. Il testo dell’art. 9 del D.L. 87/2018 non lascia questo spazio. Dal 14 luglio 2018 è vietata qualsiasi pubblicità di giochi con vincite in denaro, anche indiretta, e i social rientrano nel perimetro. A rispondere della violazione non è soltanto chi commissiona la promozione, ma anche il proprietario del mezzo di diffusione. Senza un sito, quel mezzo diventa il profilo, il canale video o l’account su cui compare il rimando. Cambia il contenitore, mentre la responsabilità resta dov’era.

Su YouTube esiste già un precedente. Con la delibera 286/24/CONS del 24 luglio 2024, AGCOM ha sanzionato con 75.000 € la società titolare di un canale che mostrava sessioni di gioco con vincite e rimandava ai siti tramite link. Quel canale non aveva bisogno di un dominio proprio né di un portale di comparazione, perché gli bastavano i video e i collegamenti in descrizione. L’importo corrisponde a una volta e mezza il minimo di 50.000 € per violazione. A pagare è stata la società che gestiva il canale. Il volto davanti alla telecamera conta meno di chi detiene l’account.

Spostare il link nella biografia, o sostituirlo con un codice da inserire al momento della registrazione, modifica soltanto il punto in cui si chiude il percorso. Un codice che identifica l’affiliato ha valore commerciale solo se porta nuovi clienti a un operatore, e proprio per questo rientra nella pubblicità indiretta. Con la delibera 200/26/CONS del 29 luglio 2026, AGCOM ha vietato in modo esplicito i rimandi promozionali che conducono direttamente all’offerta di gioco. Questa è esattamente la funzione del link tracciato. La forma tecnica può variare, ma lo scopo di portare traffico pagato verso un operatore non cambia.

Il fatto che la norma colpisca sia il committente sia il proprietario ha una conseguenza pratica. Il creatore di contenuti non può contare sull’operatore per assorbire il rischio, perché ciascuno risponde per la propria parte. Un pubblico ridotto non offre protezione. Per un profilo che incassa 1.000 € di commissioni, il minimo di 50.000 € vale 50 volte il compenso, e prevale sul 20% calcolato sul valore della promozione. C’è poi un costo per chi guarda: un video che mostra sessioni chiuse in vincita racconta un solo lato del gioco. Le perdite che il canale non mostra le sostiene lo spettatore.

Si può fare affiliazione scommesse senza un sito web?

Nella forma online, no. Il divieto riguarda qualsiasi mezzo di diffusione, social e piattaforme video comprese, e la sanzione ricade su chi ne è titolare. L’unica affiliazione che non passa per la pubblicità è quella fisica con un concessionario ADM, per esempio come punto vendita ricariche iscritto all’albo.

Faldoni normativi e timbro ufficiale su una scrivania
Il divieto del Decreto Dignità è applicato: AGCOM sanziona anche la promozione indiretta.

Decreto Dignità, ADM e AGCOM: il divieto regge e le multe arrivano davvero

Su affiliazioni scommesse e Decreto Dignità la parola più recente spetta alla Corte costituzionale. La sentenza 172/2026, depositata il 20 ottobre 2026, lascia in vigore il divieto dell’art. 9 del D.L. 87/2018 e interviene su un solo punto: il minimo di 50.000 € diventa riducibile, ma soltanto in caso di manifesta sproporzione. Resta intero il divieto. Per chi promuove un operatore con un link non esiste quindi uno sconto automatico. L’aggettivo «manifesta» descrive un’eccezione da far valere caso per caso. Non introduce una tariffa ridotta per i piccoli affiliati, che con 1.000 € di commissioni rischiano comunque un minimo pari a 50 volte il compenso.

Che le multe arrivino davvero lo dicono le cifre di AGCOM. Nel 2023 l’Autorità ha irrogato sanzioni per 12.395.842 €, una somma che corrisponde a quasi 248 minimi da 50.000 €. Nel 2024 il totale è sceso a 1.810.121 €, cioè 10.585.721 € in meno, un calo di circa l’85%. Sarebbe un errore leggerlo come una tregua. Nello stesso 2024 la delibera 286/24/CONS ha colpito con 75.000 € la società titolare di un canale YouTube che mostrava sessioni di gioco con vincite e rimandava ai siti con link. Quella cifra vale una volta e mezza il minimo di legge, ed è stata inflitta a un canale video, non a un operatore.

Il controllo passa anche da ADM, che vigila sull’offerta dei concessionari. Dal 1° giugno 2019 l’Agenzia ha sospeso le scommesse sulle competizioni riservate ai minori. Chi lavora con un concessionario, anche nella forma fisica e legale del punto vendita, vende quindi un palinsesto già sottoposto a questi limiti. Il perimetro dell’offerta non si negozia con l’operatore.

La direzione presa dalle norme è una sola, e va verso un perimetro più stretto. La delibera 200/26/CONS del 29 luglio 2026 vieta i rimandi promozionali che portano direttamente all’offerta di gioco. Pochi mesi dopo, il 7 ottobre 2026, AGCOM ha approvato per la consultazione la delibera 234/26/CONS, che propone di vietare link, codici promozionali e bonus anche sui siti di infotainment. Neppure la massima trasparenza sull’affiliazione scommesse cambia il quadro: un link dichiarato come affiliazione porta comunque all’offerta di gioco, ed è proprio quel rimando a essere vietato. Gli ultimi quattro atti, messi in fila, mostrano la sequenza.

Atto Data Contenuto Importo o effetto
Delibera AGCOM 286/24/CONS 24/07/2024 Sanzione alla società titolare di un canale YouTube con sessioni di gioco con vincite e link ai siti 75.000 €
Delibera AGCOM 200/26/CONS 29/07/2026 Divieto dei rimandi promozionali che portano direttamente all’offerta di gioco Il link di affiliazione rientra nel divieto
Delibera AGCOM 234/26/CONS 07/10/2026 Proposta in consultazione su link, codici promozionali e bonus nei siti di infotainment Divieto proposto per tutti e tre
Sentenza Corte costituzionale 172/2026 20/10/2026 Divieto confermato Minimo di 50.000 € riducibile solo per manifesta sproporzione

In poco più di due anni si passa da una multa a un singolo canale video a un divieto generale sui rimandi promozionali, e poi a una proposta che estende il divieto a codici e bonus. La sola apertura viene dalla Corte e riguarda l’importo, non la condotta. Nessuno dei quattro atti crea uno spazio per l’affiliazione online. Ciascuno restringe quello che era rimasto.

Quali sanzioni rischia chi fa affiliazione scommesse?

Per l’art. 9 del D.L. 87/2018 la sanzione è il 20% del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 € per ogni violazione. Paga sia il committente sia chi possiede il sito, il profilo o il canale che la diffonde o a cui rimanda, anche quando l’affiliato ha incassato poche centinaia di euro.

Cosa resta delle affiliazioni con i siti di scommesse e quanto pesa per chi gioca

Con questi numeri l’affiliazione online smette di essere un modello di business e diventa un rischio fuori scala rispetto a ciò che rende, visto che su un compenso da 1.000 € la multa minima vale 50 volte tanto. Sopravvive soltanto la rete fisica. Un punto vendita ricariche iscritto all’albo ADM costa 100 € l’anno, lavora senza esclusiva e accetta contanti fino a 100 € a settimana per giocatore, ma non paga vincite né prelievi. Per agenzie e corner servono invece un concessionario ADM e una licenza di pubblica sicurezza. Margini modesti, obblighi precisi. Una rendita passiva costruita su link e codici promozionali, in Italia, dentro la legge non esiste.

Per lo scommettitore il divieto ha un effetto concreto: tra lui e l’operatore non c’è più un intermediario pagato per farlo iscrivere. Le offerte di benvenuto stanno sul sito del concessionario, con condizioni uguali per tutti. Un «bonus esclusivo» promesso da un profilo social o da un canale video è quindi, prima di ogni altra cosa, il segnale di una promozione illecita. Resta al giocatore il compito di leggere quelle condizioni, perché la cifra stampata in grande racconta poco di quanto bisogna scommettere per incassarla.

Il caso più vistoso è Betflag, con il suo «fino a 5.000 €» sul primo deposito: per sbloccare l’intero importo servono 235.000 € di giocate in multiple a quota totale minima 3,50 entro 90 giorni. Con un deposito da 100 € le giocate richieste scendono a 2.400 €, cioè 24 volte la somma versata. Su bwin il 100% fino a 3.000 € richiede multiple a quota totale 4,00 per un volume pari a 6x il primo deposito entro 30 giorni, e il bonus arriva solo 33 giorni dopo la registrazione. SNAI distribuisce i suoi 500 € massimi in cinque tranche settimanali con rigioco di 9x, ossia 4.500 € di scommesse per ottenere il bonus pieno.

Sul lungo periodo pesa più il margine di qualsiasi promozione. Planetwin365 ed Eurobet hanno una percentuale di pagamento medio del 95,30% sui principali campionati di calcio, Sisal del 94,80%: mezzo punto percentuale di distanza. Ogni 1.000 € giocati, l’operatore trattiene in media 47 € nel primo caso e 52 € nel secondo. Sembra poco. Su 10.000 € di volume la differenza sale a 50 €, quanto l’intero bonus sulla prima ricarica di Sisal, e si ripete ogni volta che quel volume viene raggiunto.

Chi gioca in contanti attraverso un punto ricarica incontra un tetto settimanale e, per incassare, deve passare dal conto online o da un’agenzia. Quell’attrito frena chi tende a rincorrere le perdite, e per una parte dei giocatori conta più di qualsiasi quota maggiorata. Diverso è il canale che mostra vincite in diretta e mette il link in descrizione: quel modello è già costato 75.000 € al titolare di un canale YouTube. Davanti a un profilo che promette guadagni con un codice, conviene ricordare che la promozione stessa è vietata, e che chi la diffonde guadagna quando lo scommettitore perde.